Pulizia della piastra dello spolert

 

La piastra in ghisa dello spolert o della cucina economica ha bisogno di essere pulita regolarmente in special modo se si utilizza per cucinare, il metodo migliore ovvero più semplice economico ed efficace consiste nel grattare la piastra con carta vetro utilizzando un tampone di 3 o 4 cm di spessore e successivamente ungerla con olio di oliva. Questo metodo non va applicato a quelle piastre in ghisa che hanno subito il processo di vetrificazione, la cosiddetta “ghisa alimentare”, che andranno pulite solo con uno straccio poco umido. (controllare sul libretto d'istruzioni della stufa)

 


Partiamo dall’inizio:

La ghisa è un materiale composto da ferro e carbonio, variando la quantità di quest’ultimo si ottengono ghise adatte a diversi usi, ad esempio i coperchi dei tombini stradali sono di ghisa “dura” e resistono bene all’acqua mentre la piastra di una stufa deve essere di ghisa “tenera” più adatta alle continue dilatazioni termiche.

Quando una piastra è più “tenera” è più facile levigarla e pulirla dalle macchie e il suo colore (la coloritura bruna cha assume quando si scalda) è più uniforme e difficilmente appaiono delle crepe,

Ci vuole fortuna in realtà perche i produttori di stufe di solito ordinano un quantitativo di materiale dal valore relativamente basso e non possono condizionare la fusione di un'intera colata in fonderia, bisogna aspettare che la maggior parte degli ordini coincida con il tipo di materiale richiesto, e non sempre i tempi corrispondo alle “esigenze” di vendita.



Per cui ogni tanto si trovano sul mercato piastre di materiale non adatto, che si spaccano in breve tempo e sono difficili levigare, ecco spiegato perche alcune piastre non vengono mai pulite ..... specialmente se paragonate a quella dalla vicina di casa.

Naturalmente sulla qualità della piastra influisce il suo spessore, la scolpitura dei rilievi sottostanti (le prime piastre erano lisce sopra e sotto, poi con il tempo sono state realizzati dei rilievi a coste dal lato contro il fuoco, per facilitare la propagazione del calore e aumentare la superficie di scambio venendo definite così “piastra radiale”) e il numero di pezzi con cui è composta, infatti la piastra intera è condannata a spaccarsi mentre quella divisa in 3 pezzi avrà una vita sicuramente più lunga.

Quindi per tenere pulita una piastra in ghisa sarà sufficiente grattare le macchie con carta vetro grana 180-200 magari del tipo telato che non si strappa mentre la usi, poi asportare la polvere con un panno asciutto e ungerla con un po d’olio d’oliva….. perche d’oliva?

Perche è quello cha va meglio.

La ghisa è porosa e l’olio penetra superficialmente, quando si surriscalda l’olio brucia e crea una patina che la protegge dalle macchie, per un tempo breve si intende, dipende dall’intensità del fuoco, poi il procedimento va ripetuto….

Siccome l’olio bruciando fa puzza se ne deve usare pochissimo, si applica una goccia su di uno straccio e si stende in maniera uniforme, come dare la cera, per una piastra di medie dimensioni (55 cm per 100 cm) se ne userà due o tre gocce al massimo avendo cura si passare sui cerchi con movimenti circolari per non farlo penetrare nelle fughe.

Ho sperimentato diversi tipi di oli messi in commercio appositamente per questo scopo, secondo me quello che va meglio è quello d'oliva, resiste bene al calore fa una patina uniforme ed usandone poco quando brucia fa un odore sopportabile, al contrario di quelli a base di paraffina che ti obbligano ad aprire la finestra.

L’olio sulla piastra si può mettere più abbondante a fine stagione per preservarla dalla ruggine, avendo cura di rimuovere, con un panno e un po’ di alcool, quello in eccesso prima di riaccendere all’arrivo del freddo.

La piastra si rovina con l’acqua, ecco perche il trattamento con l’olio giova specialmente nei locali molto umidi (tipo taverna, cantina, sotto portico ecc.) quindi utilizzare panni umidi con prodotti detergenti abrasivi, tipo Cif o creme per lucidare metalli, non è consigliato non solo perche si è costretti a risciacquare con acqua, ma anche perche rimangono depositi di polvere abrasiva nelle fessure ostruendole e limitando lo spazio di dilatazione, infatti dopo poco succede che i cerchi si sollevano a piramide quando la stufa è accesa, in tal caso basterà grattare con uno strumento appuntito la sede perimetrale di ogni cerchio.

 

Per mantenere le portelle e l’intelaiatura di un bel color nero opaco consiglio in alternativa alla vernice per alte temperature che si può trovare nei comuni colorifici, una cera a base d’acqua (che non puzza) di una marca francese importata dall'azienda l’Artistico e venduta anche in questo negozio on line.

 

La pulizia dei mattoni va fatta con acqua e acido muriatico per rimuovere i residui di calce e gli aloni biancastri delle sbavature di malta durante la costruzione, se invece sono macchiati con olio o sostanze grasse, si utilizzerà acqua e soda caustica, ed eventualmente insistere con un pezzo di carta vetro a grana molto fine. E’ possibile fare un trattamento preventivo per rendere il mattone impermeabile, si può utilizzare olio di lino, cotto se si vuole l'effetto lucido o crudo se lo si vuole opaco, diluito al 50% con acqua ragia, meglio fare una prova in un angolo dove non si vede per accertarsi del risultato, infatti la coloritura del mattone risulterà più intensa.

Presso i negozi di materiali edili si possono trovare impregnanti al silicone che non aggiungono ne colorazione ne effetto lucido/paco.

 
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